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Benvenuti in questa nuova sezione
del sito in cui daremo spazio alle
autoproduzioni di dischi rap
italiani underground.
Questo spazio nasce in
collaborazione con Moodmagazine, la rivista "virtuale" di cultura
hip hop underground giunta alla doppia cifra nelle sue uscite
telematiche. I dischi recensiti sono forniti dalla redazione di Mood
e sono solo una millesima parte (un assaggio) di quello che potete
trovare sul sito
www.moodmagazine.org.
A questo indirizzo inoltre potrete trovare tutti i riferimenti per
poter spedire il vostro demo da recensire.
Supportiamo il rap italiano e
moodmagazine regaz! Dig Deep!

Dj
Isi aka Willy Funk and tha Funky Factory
Mixcd
Autoproduzione
(2007)
Say
it loud…I’m black and I’m proud!! Unico commento possible a
questo mixtape (o meglio mix cd dato che la cara vecchia cassetta è
stata salutata ormai da tempo…) sfornato con impeccabile maestria
da Dj Isi aka Willy Funk. Maestria che si mostra tutta nella
selezione dei brani e nel loro susseguirsi fresco e immediato così
come il funk sa essere. Grande affresco del suono caro al nostro
James, con una vena di romantico abbandono alla fresca musicalità,
che pochi generi sanno trasmettere attraverso tracce puramente
strumentali. Anche i pezzi cantati comunque non mancano e Prince e
compagni di vecchia scuola, non possono che fare capolino per dare
forza ulteriore ad una selezione degna di essere ascoltata e
ri-ascoltata fino a fondere casse, auricolari, I-pod e tutto il
fondibile che vi capiti sotto mano.
Un grande omaggio ben
confezionato agli anni della Blaxploitation, tra stralci di colonne
sonore B-funky da intenditori del genere e tracce molto più
conosciute anche ai non cultori.
Se in questi anni di
ascolti di Black Music (si, il maiuscolo è puramente voluto), vi
siete persi qualcosa, qualche perla qua e la, Dj Isi ha fatto un po’
di digging anche per voi…vi conviene approfittarne! Ah, serve
aggiungere che mixaggio e qualità audio sono di prim’ordine?
Psycho

Swelto
Oltre
i miei
ricordi
Autoproduzione
(2006)
Direttamente dalle Marche Pier-Dario Mancini aka Swelto autoproduce
e sforna l’Ep di 8 tracce + 1Remix “Oltre i miei ricordi”. L’artista
ci scrive che il titolo racchiude le sue storie, i suoi racconti e
le sue opinioni. In effetti è cosi, ha proprio ragione. I testi si
presentano subito molto intimisti, profondi; Swelto riflette su ciò
che lo circonda, su chi gli sta intorno, sul senso della vita, e lo
fa viaggiando dal passato al suo futuro; fatti avvenuti (”La
maledizione”) a fatti che probabilmente avverranno e condizioneranno
tutti noi (“La grande Guerra”), obiettivi da raggiungere, sogni.
La rappata
è grintosa e allo stesso tempo fa trasparire l’amore dell’Mc per la
musica. Le produzioni non hanno nulla a che fare con il new sound da
club, e sono abbastanza curate. Belle melodie, ricercate, si fondono
al 4/4 per un risultato sicuramente piacevole! Se poi vi dico che il
tutto è stato registrato impeccabilmente con un Ezbus (Registratore
analogico multitraccia). A me sta cosa incuriosisce molto…
Ricapitolando: un buon Ep, fatto con voglia e passione, secondo me
da ascoltare in cuffia con attenzione, per cogliere ogni suono e
concetto.
Bella per
Swelto!
Per
informazioni:
www.swelto.it
Max Producer

Cortez
Pulp
Fiction
Autoproduzione
(2007)
Non c’è dubbio, il suono pulito e
vezzeggiato portato alla ribalta da Kayne West sta influenzando i
producer hip hop di ogni parte del globo. Questo incedere “south” si
espande a macchia d’olio dalle super produzioni d’oltre oceano, fino
a quelle caserecce, da cameretta (ma non per qualità!) del nostro
paese.
Risente di queste sonorità Pulp
Fiction, lavoro di Cortez registrato e mixato da Irko presso lo
studio beat di Treviso. La maggior parte delle basi sono prodotte da
Zonta ed è proprio ascoltando le sue produzioni che torna alla mente
un suono caldo, italico nei campioni scelti, ma che strizza l’occhio
al suono pulito di cui sopra (niente di così inutilmente pomposo
però!). Il risultato è davvero piacevole, gustoso e melodico.
Il disco scivola nello stomaco a grandi
bocconi, dopo il primo assaggio non puoi che continuare a cibarti
della pietanza proposta da Cortez e dai suoi beatmaker (oltre a
Zonta anche Beatman, Iso e Cigno). Niente di innovativo
intendiamoci, ma un suono davvero onesto nei confronti dell’ hip hop
stesso. E oneste, sincere, sono pure le rime dell’mc. Flash di vita
quotidiana, scazzi da studente, insicurezze continue, propositi per
il futuro. Cortez si racconta così e ne esce un bell’autoritratto
tra parecchi alti anche nell’intreccio delle rime e davvero pochi
bassi. Non convince forse solo il tono della voce, troppo crudo
rispetto al suono caldo proposto dalle basi. Un applauso per la
traccia “Nuove idee”: finalmente qualcuno che ne ha le palle piene
dei musi duri da gangsta che imperano nel rap di oggi e non ha paura
di dirlo nei suoi testi “…cerco nuove idee tra le strade e i
palazzi”.
Buona la
registrazione anche se il volume della voce non convince sempre
(“Quello che sarà”, “da dove vengo”). Ottimo il mix delle tracce
soprattutto nella prima metà dell’album dove ogni brano è legato in
modo intelligente al seguente. Nell’underground italiano c’è ancora
della roba vera: scavate gente, scavate!
Info:
www.myspace.com/nickbelane
Psycho
Deepemilia
Terra
Rossa
Autoproduzione
(2007)
Terra
rossa è il prodotto partorito dal collettivo (devvero numeroso!)
DeepEmilia All Stars. Inutile sottolineare la provenienza dei suoi
componenti…tutti emiliani fino al midollo ovviamente e si sente che
è un piacere! Tanta allegria da diffondere attraverso le proprie
rime ma sempre con un fine ben preciso.
Nessun
cazzeggio fine a se stesso: non mancano infatti i toni di critica
(intelligente e arguta) ad un modo sbagliato di interpretare il rap
ma anche la vita in generale (fossimo tutti un po’ più allegri…).
Ogni traccia una festa…ma con coscienza. Provare per credere
“Gorilla in Emilia”: divertentissima, al punto da farti correre su
internet in cerca del primo live utile per vederla suonata dal vivo.
Energia pura, come in “Pinna the Peany” forte di un ritornello
davvero coinvolgente. Resta questa forse, la traccia manifesto del
collettivo. In essa c’è tutta la vena “party” (nel vero senso della
parola, niente distorsioni del termine alla 50 cent) del gruppo tra
rime polleggiate e frecciatine al rap commerciale “…MTV che
spinge rap mediamente poco commerciale, ohhh… solamente uno
stracazzo di bailame”.
Il giusto
attacco al finto hip hop da club continua poi nella ancora più
diretta “Finti Cents” il cui titolo da solo spiega molte cose. Ma
ciò che rende interessante il disco dei Deepemilia non sono tanto
questi argomenti condivisi e condivisibili da altri gruppi
nell’underground, bensì la giusta attitudine, il giusto spirito con
il quale le rime escono dalla bocca degli mcs (alcuni senza dubbio
più dotati o esperti di altri). Le produzioni “Dirthy South” di
Ferretti non sono mai scontate o banali e la registrazione anche se
presenta qualche pecca nei volumi delle varie voci che non risultano
sempre ben amalgamate, rende bene il clima da jam session in cui
sembra essere stato registrato il disco. In definitiva un disco
godibile, con molte tracce che varrebbe la pena vedere e sentire
suonate dal vivo per apprezzarle al meglio. Perché questi ragazzi
hanno energia da vendere.
Info:
info@deepemilia.com;
www.deepemilia.com
Psycho
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