RECENSIONI

 


SWELTO

"Oltre i miei ricordi"


 

Come è solito fare nella cultura hip-hop ogni artista usa uno pseudonimo, o tag per essere precisi. Pier-Dario Mancini (SWELTO) segue a regola d’arte quest’insegnamento, che nato dai sobborghi new yorkesi, arriva sino a Fano , un paesino nei pressi di Senigallia. Artista autosufficiente sin dal principio, in quanto avendo condotto studi da fonico e informatico musicale riesce da sé a gestire quella difficile esperienza che è la registrazione. Tra il 2003 e il 2004 registra due demo, riscontrando apprezzamenti e considerazione da alcune etichette partecipando a varie compilation.

 

Propone oggi il suo ultimo lavoro dal titolo “Oltre i miei ricordi” composto da nove tracce. Sin dalla prima song, è chiaramente evidente un buon lavoro sia come qualità sonora, che capacità espressiva. A chi è esperto del settore (cioè b-boy vecchio stampo per capirci) balzerà in maniera lampante ai timpani la somiglianza con una delle voci storiche del rap italiano, ossia quella di Kaos-one. Non stiamo qui a fare paragoni però, voglio subito parlare delle rime e dei beat (molto belli e ben studiati) che caratterizzano questo ep. Pezzi come “ho capito cosa fare” e “io non vivo più”(in collaborazione con Alien)  potranno meglio chiarire quel che voglio dire, visto che è possibile scaricarli dal sito www.swelto.it. Metriche taglienti accentuate da questa voce molto rauca, ricca di effetti ben posizionati per restituire un ascolto con frequenze a 360 gradi. A mio parere, anche se la scena hip-hop italiana è scaduta in prodotti e personaggi come mondo marcio e soci, Swelto ha le carte in regola per aspirare a un salto di qualità.

 

Particolare attenzione voglio rivolgere a come le rime sono ben sposate con rullanti in cadenza 4/4 (come ne “il canto delle sirene”) e come ogni dettaglio non è lasciato al caso, come ad esempio i delay e flanger (presumo) sulla voce. L’unico elemento che mi lascia perplesso è la musicalità del rappato. Mi spiego meglio: la metrica è fatta bene, la musica meglio ancora, solo che dopo i primi 5 o 6 pezzi risulta un po’ monotono, senza intervalli melodici.. non che siano un requisito indispensabile, ma molto spesso sono proprio questi piccoli accorgimenti che riescono a dare quel salto di qualità che porta ai grandi livelli .. Ciò nonostante da apprezzare è la voglia di fare data soprattutto dall’esperienza che emerge in tutti i particolari di questo prodotto.

  

85/100

 

Gianluca Ferriero


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